[Speciale Vietnam] 1000 km, due zaini, un paese da riscoprire

[Speciale Vietnam] 1000 km, due zaini, un paese da riscoprire

Namastrails vi racconta il Vietnam autentico. Da Danang ad Hanoi, passando da Hue e Phan Rang, scopriamo assieme l’itinerario.

Con la mia amica Alice siamo partiti per un viaggio entusiasmante in Vietnam, il paese che mi ha fatto da culla per due anni. Cercherò di raccontarvi passo passo i luoghi, le persone ed i sapori che incontreremo, in maniera trasparente e diretta, cosicche sarà come essere con noi in viaggio. L’itinerario parte da Danang e passando da Hoi An ed Hue culmina ad Hanoi, alla scoperta di luoghi, culture e sapori così lontani dai nostri e così unicamente autentici. Viettales sarà il nome di riferimento per questo Speciale travelogue in Vietnam. Una serie di racconti e storie di viaggio, in viaggio.Ecco qui sotto la mappa del viaggio.

La mappa del viaggio Namastrails in Vietnam

 

Scalo a Danang, Hoi An arriviamo

Saluto la Malesia che per una notte mi ha fatto riposare e dopo dodici ore di volo con scalo Omanita sono finalmente in volo verso Danang, dove ha inizio l’avventura Vietnamita. Danang si può definire la città del dragone nascente, capitale finanziaria del Vietnam. La privilegiata posizione affacciata sul Mare Cinese Meridionale rende la cittadina un luogo di tintarelle con pesce fresco squisito in cui trascorrere un piacevole soggiorno. Il tempo di passare a prendere Alice e partiamo alla volta di Hội An in compagnia del sorridente autista Hùng che si offre di accompagnarci per una cifra modesta. Sono ormai due anni che aspetto di riassaporare autentico cibo Vietnamita e i primi appuntamenti culinari ci aspettano proprio nella città delle lanterne, l’affascinante Hội An.

Le mani di Dio a Danang, il Golden Bridge, situato nelle collinedi Ba Na vicino a Danang.

Cibo Vietnamita ragione di viaggio

Quale modo migliore di inaugurare un viaggio se non quello di assaporare piatti locali. I frutti della terra e del mare sono preparati con arte, di generazione in generazione, cercando di bilanciare ogni sapore seguendo la filosofia Taoista e portando in ogni piatto armonia. A ricordarcelo anche un libro che ritrovo nella libreria della casa dove alloggiamo, “La Macrobiotica Zen” di George Ohsawa.

Caprifoglio Giapponese in fiore

 

La Cucina Vietnamita si ispira molto ai principi macrobiotici di armonia. Non avrei mai pensato, se me l’avessero detto quattro anni fa, che mi sarebbe un giorno mancata. Nato e cresciuto in Italia, uno dei paesi con la tradizione culinaria ed il cibo migliore al mondo, credevo che non avrei mai incrociato sapori e pietanze buone a tal punto da emozionare, da far vibrare l’anima. Eccoci finalmente al primo appuntamento con la cucina in Vietnam, passeggiamo felici lungo le viette del centro e dopo le consuete visite al Ponte Giapponese ed una “vasca” lungo il fiume delle lanterne sopraggiunge un certo languorino.

Una venditrice di sale al mercato di Hội An

 

Hội An negli ultimi anni è diventata una delle località Vietnamite più turistiche e dove arriva il turismo ahimè i prezzi sono destinati a salire, di anno in anno. Nella città vecchia è praticamente impossibile trovare un piatto di noodles, una zuppa, una pietanza locale per meno di 100.000 Dong Vietnamiti. Continuiamo così ad esplorare la zona adiecente la città vecchia ed ecco che finalmente troviamo un posticino dove seduti all’aperto veniamo deliziati da un piacevolissimo Phở Chay Rau.

Il primo nome del piatto identifica sempre il tipo di noodles utilizzati, in questo caso phở, nati nei primi del 900’ nel nord del Vietnam e successivamente esportati in tutto il mondo dalla popolazione Vietnamita rifugiatasi dopo la guerra. La zuppa di noodles che mangiamo è deliziosa, dolce e salato in equilibrio, con ananas e verdura di stagione, funghi, carote e patate dolci. Una vera benedizione.

Cena Italo Vietnamita, che emozione

Il giorno seguente andiamo a fare un giro al mercato di Hội An dove riesco a collezzionare qualche ritratto e dopo un tè partiamo in bicicletta per un tour della campagna alla porte della cittadina. Incrociamo Hùng, il ragazzo che ci ospita a casa con la sua ragazza e gli faccio una proposta “indecente”, gli chiedo se gli va di fare una cena Italo Vietnamita. Io preparerò un piatto di pasta vegetariana e lui qualcosa di tipico Vietnamita. Accetta senza esitare, anche perché oggi a trovarli è venuta l’adorabile madre della sua ragazza Thao, un team formidabile si viene così a comporre.

Alle 18 rincasiamo da un’entusiasmante e rigenerante pedalata di campagna ed iniziamo a cucinare tutti assieme. Una vera bellezza ragazzi davvero, condividere momenti in cucina è una gioia, far assaporare sapori di casa e assaggiare nuovi piatti seduti allo stesso tavolo con persone che hai appena conosciuto, mosse dal comune desiderio di trascorrere una serata di scambio culturale ti mette allegria.

Cena ad Hội An

 

La tavola si imbandisce degli spaghetti che cucino con aglio, olio, peperoncino, funghi e qualche erba locale che ormai ho aggiunto alla mia versione del piatto anche in Italia, una zuppa deliziosa con gamberi ed erbe locali, spinaci locali saltati in padella con aglio, del guacamole preparato da Alice, una torta del capodanno Vietnamita con sottaceti, l’immancabile riso e pesce di lago cotto con citronella e peperoncino alla griglia, squisito.

Il viaggio è incominciato in maniera emozionante, grazie di cuore ai ragazzi della Mali Home di Hội  An per averci fatto da famiglia due giorni e per aver condiviso questo momento culinario magico insieme a noi, eternamente grato. Domani si salpa per Huế in bus, tre ore diretti verso la città che fu Capitale del Vietnam dal 1802 al 1945, città di imperatori, mandarini e scrigno della cucina Vietnamita, ho già l’acquolina in bocca!

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  Nell’aria un profumo di Caprifoglio Giapponese

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